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José Mourinho è tornato al Real Madrid con una missione: riportare il club più grande al mondo alla vittoria . Lo Special One arriva dopo una tribolata stagione senza titoli e con il naufragio del piano Xabi Alonso , sostituito senza grossi benefici dall’allenatore di casa, Arbeloa . Al termine della stagione Florentino Perez ha voluto fare tabula rasa e si è affidato a chi quel posto lo conosce bene e sa come rapportarsi a uno spogliatoio pieno di campioni. Alla tv del club, in queste ore, Mou ha detto essere a Madrid per “aiutare giocatori e staff a diventare migliori, creando una cultura del lavoro, della responsabilità e dell’ambizione" e, in sostanza, di “ non voler lavorare al Real ma per il Real”. Intanto i Blancos stanno muovendosi attivamente sul mercato per costruirgli la rosa perfetta per mettere la parola fine al dominio del Barcellona in Spagna e per rilanciare le Merengues anche alla conquista della Champions League. Quattro i colpi già chiusi, altri in arrivo: ecco chi può arrivare, chi può partire e come potrebbe giocare il Real nella prossima stagione. PORTIERE E DIFESA Non è ancora arrivato il momento di “pensionare” Courtois . Fatti salvi gli infortuni, il portiere del Belgio ha dimostrato di essere ancora uno dei più affidabili, uno dei migliori interpreti al mondo del ruolo e sarà sempre lui il titolare con alle spalle Lunin . La difesa però è sicuramente il reparto in cui Mou apporterà più cambiamenti. Troppo poco ermetica la linea nella passata stagione, hanno già salutato Valdebebas Fran Garcia , l’unico ceduto (al Betis), Alaba e Carvajal con gli ultimi due che, arrivati a scadenza di contratto, sono stati fatti partire da svincolati. A sostituirli sono arrivati Konaté , preso a zero dal Liverpool, Dumfries , in saldo dall’Inter, e Cucurella per cui Perez ha sborsati circa 55 milioni al Chelsea. Si andranno ad aggiungere a giocatori da ritrovare come Alexander-Arnold , lontano parente da quello che si era affermato al Liverpool, ed Eder Militao , reduce da un brutto infortunio che gli ha precluso anche la partecipazione al Brasile; ai centrali del futuro Raul Asencio e Huijsen che proprio Mou aveva lanciato a Roma e alla certezza Rudiger . Con questo mix e con un atteggiamento più coperto in difesa, è facile scommettere che il Real subirà anche meno dei 35 goal incassati nella scorsa Liga . E non è finita perché voci di mercato riportano di un Mou che vorrebbe aggiungere un altro centrale , possibilmente di piede mancino. Sfumato Schlotterbeck , infortunatosi con la Germania, i Blancos sono sempre vigili sulla situazione Bastoni e hanno mostrato interesse anche per Gvardiol che non appare così centrale come in passato nelle strategie del Manchester City. CENTROCAMPO In mezzo al campo è partito Dani Ceballos e potrebbe seguirlo Camavinga , reduce da una stagione difficile. Il club ha deciso di rinnovare il contratto di Tchaoumeni , archiviata la rissa con Valverde con cui dovrebbe dividersi la titolarità in mediana. Lo Special One però spinge per un altro rinforzo: il sogno è Bouaddi , insidiato però dalle big della Premier. Una soluzione di ripiego potrebbe essere Nmecha del Borussia Dortmund mentre sono state smentite le avances verso Enzo Fernandez e Brozovic , svincolatosi dall’Al-Nassr. Partirà Pitarch , lanciato da Xabi Alonso e pronto a farsi le ossa altrove. In quello che dovrebbe essere un 4-3-3 di partenza nei suoi piani, Mou ha l’imbarazzo della scelta per le mezzali . Un posto è già blindato da Bellingham che, reduce da un paio di stagioni appannate, sta mostrando ai Mondiali con l’Inghilterra il suo livello da top class. E reclamano spazio sia Arda Guler , uno dei migliori della passata annata, che Bernardo Silva. Il pupillo di Guardiola, come il suo mentore, ha lasciato il City dopo un’incredibile epopea vissuta con i Citizens e promette di portare qualità alla manovra del “rivale” Mourinho. In un reparto così affollato non poteva trovare spazio Nico Paz riacquistato dal Como (anche se il Real potrà riportarlo a casa tra 12 mesi) e difficilmente potranno farlo anche Mastantuono – che potrebbe partire in prestito – e Brahim Diaz. Grande impatto per il marocchino ai Mondiali: Spalletti farebbe carte false per averlo alla Juve, il futuro al Real dell’ex Milan è in bilico. ATTACCO Dulcis in fundo, l’attacco. Anche qui Mourinho dovrà mettere le mani per ripianare questioni tecniche e di ego e chiarire ruoli e centralità. In partenza Gonzalo Garcia , l’unico vero nove del reparto, che ha estimatori in Premier League. Tornano i brasiliani Endrick (dal prestito al Lione e da un Mondiale da dimenticare) e Rodrygo da un brutto infortunio, mentre la kermesse iridata ha ridato – qualora ce ne fosse stato bisogno – lo scettro di comando a Mbappé . Sarà Kylian la stella del Real Madrid con Vinicius “costretto” al ruolo di secondo violino. Ma, si sa, con Perez c’è sempre da stare all’erta per un potenziale colpo a effetto: rispedita al mittente l’offerta milionaria per Julian Alvarez , in Spagna sono sicuri che i Blancos farebbero pazzie per Olise del Bayern Monaco e continueranno a provarci finché c'è tempo.

José Mourinho è tornato al Real Madrid con una missione: riportare il club più grande al mondo alla vittoria . Lo Special One arriva dopo una tribolata stagione senza titoli e con il naufragio del piano Xabi Alonso , sostituito senza grossi benefici dall’allenatore di casa, Arbeloa . Al termine della stagione Florentino Perez ha voluto fare tabula rasa e si è affidato a chi quel posto lo conosce bene e sa come rapportarsi a uno spogliatoio pieno di campioni. Alla tv del club, in queste ore, Mou ha detto essere a Madrid per “aiutare giocatori e staff a diventare migliori, creando una cultura del lavoro, della responsabilità e dell’ambizione" e, in sostanza, di “ non voler lavorare al Real ma per il Real”. Intanto i Blancos stanno muovendosi attivamente sul mercato per costruirgli la rosa perfetta per mettere la parola fine al dominio del Barcellona in Spagna e per rilanciare le Merengues anche alla conquista della Champions League. Quattro i colpi già chiusi, altri in arrivo: ecco chi può arrivare, chi può partire e come potrebbe giocare il Real nella prossima stagione. PORTIERE E DIFESA Non è ancora arrivato il momento di “pensionare” Courtois . Fatti salvi gli infortuni, il portiere del Belgio ha dimostrato di essere ancora uno dei più affidabili, uno dei migliori interpreti al mondo del ruolo e sarà sempre lui il titolare con alle spalle Lunin . La difesa però è sicuramente il reparto in cui Mou apporterà più cambiamenti. Troppo poco ermetica la linea nella passata stagione, hanno già salutato Valdebebas Fran Garcia , l’unico ceduto (al Betis), Alaba e Carvajal con gli ultimi due che, arrivati a scadenza di contratto, sono stati fatti partire da svincolati. A sostituirli sono arrivati Konaté , preso a zero dal Liverpool, Dumfries , in saldo dall’Inter, e Cucurella per cui Perez ha sborsati circa 55 milioni al Chelsea. Si andranno ad aggiungere a giocatori da ritrovare come Alexander-Arnold , lontano parente da quello che si era affermato al Liverpool, ed Eder Militao , reduce da un brutto infortunio che gli ha precluso anche la partecipazione al Brasile; ai centrali del futuro Raul Asencio e Huijsen che proprio Mou aveva lanciato a Roma e alla certezza Rudiger . Con questo mix e con un atteggiamento più coperto in difesa, è facile scommettere che il Real subirà anche meno dei 35 goal incassati nella scorsa Liga . E non è finita perché voci di mercato riportano di un Mou che vorrebbe aggiungere un altro centrale , possibilmente di piede mancino. Sfumato Schlotterbeck , infortunatosi con la Germania, i Blancos sono sempre vigili sulla situazione Bastoni e hanno mostrato interesse anche per Gvardiol che non appare così centrale come in passato nelle strategie del Manchester City. CENTROCAMPO In mezzo al campo è partito Dani Ceballos e potrebbe seguirlo Camavinga , reduce da una stagione difficile. Il club ha deciso di rinnovare il contratto di Tchaoumeni , archiviata la rissa con Valverde con cui dovrebbe dividersi la titolarità in mediana. Lo Special One però spinge per un altro rinforzo: il sogno è Bouaddi , insidiato però dalle big della Premier. Una soluzione di ripiego potrebbe essere Nmecha del Borussia Dortmund mentre sono state smentite le avances verso Enzo Fernandez e Brozovic , svincolatosi dall’Al-Nassr. Partirà Pitarch , lanciato da Xabi Alonso e pronto a farsi le ossa altrove. In quello che dovrebbe essere un 4-3-3 di partenza nei suoi piani, Mou ha l’imbarazzo della scelta per le mezzali . Un posto è già blindato da Bellingham che, reduce da un paio di stagioni appannate, sta mostrando ai Mondiali con l’Inghilterra il suo livello da top class. E reclamano spazio sia Arda Guler , uno dei migliori della passata annata, che Bernardo Silva. Il pupillo di Guardiola, come il suo mentore, ha lasciato il City dopo un’incredibile epopea vissuta con i Citizens e promette di portare qualità alla manovra del “rivale” Mourinho. In un reparto così affollato non poteva trovare spazio Nico Paz riacquistato dal Como (anche se il Real potrà riportarlo a casa tra 12 mesi) e difficilmente potranno farlo anche Mastantuono – che potrebbe partire in prestito – e Brahim Diaz. Grande impatto per il marocchino ai Mondiali: Spalletti farebbe carte false per averlo alla Juve, il futuro al Real dell’ex Milan è in bilico. ATTACCO Dulcis in fundo, l’attacco. Anche qui Mourinho dovrà mettere le mani per ripianare questioni tecniche e di ego e chiarire ruoli e centralità. In partenza Gonzalo Garcia , l’unico vero nove del reparto, che ha estimatori in Premier League. Tornano i brasiliani Endrick (dal prestito al Lione e da un Mondiale da dimenticare) e Rodrygo da un brutto infortunio, mentre la kermesse iridata ha ridato – qualora ce ne fosse stato bisogno – lo scettro di comando a Mbappé . Sarà Kylian la stella del Real Madrid con Vinicius “costretto” al ruolo di secondo violino. Ma, si sa, con Perez c’è sempre da stare all’erta per un potenziale colpo a effetto: rispedita al mittente l’offerta milionaria per Julian Alvarez , in Spagna sono sicuri che i Blancos farebbero pazzie per Olise del Bayern Monaco e continueranno a provarci finché c'è tempo.
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